Nei paesi poveri centinaia di bambini portatori di malformazioni, esiti di ustioni, neoplasie, sono destinati a una vita di abbandono e di emarginazione.
Là dove è difficile garantire la vita, è impensabile ricercarne un minimo di qualità. Chi può sopravvivere, a volte è considerato fortunato, anche se deforme.
Ecco allora che uno strumento come la chirurgia plastica ricostruttiva, nota ai più solo come un lusso e spesso confusa con la chirurgia estetica, può diventare speranza di nuova vita per coloro che sono destinati all’emarginazione. Nei paesi poveri, infatti, questa specialità è pressoché sconosciuta e comunque inaccessibile ai poveri, come molte altre specialità mediche.
Sono queste le ragioni e gli scopi per cui è nata Interplast
Interplast è un’organizzazione internazionale di solidarietà sociale senza fini di lucro, composta da personale medico e paramedico: chirurghi plastici, anestesisti, pediatri, infermieri.
Fondata nel 1969 da Donald Laub, professore di chirurgia plastica ricostruttiva alla Stanford University di Palo Alto (USA), Interplast si è poi trasformata in una organizzazione internazionale alla quale ogni anno si sono associati sanitari e volontari di ogni settore professionale.
Interplast invia volontari in quei paesi del terzo mondo dove mancano le più elementari strutture sanitarie.
Chirurgia plastica nei paesi del terzo mondo significa intervenire su gravi malformazioni del volto come la labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro leporino) sia in età neonatale che in età adulta, altre malformazioni dell’estremo cefalico, sia congenite che acquisite, importanti e severi esiti di ustione, tumori di enormi dimensioni mai trattati, malformazioni dei genitali e degli arti, gravi traumi del volto con perdita dei tessuti molli.
Interplast risponde attivamente alle richieste di aiuto privilegiando i bambini ed i pazienti con le patologie più gravi per offrire loro la possibilità di avere una vita normale: non si limita ad assistere i pazienti nei loro paesi di origine, poiché quando l’intervento da effettuare è particolarmente complicato e richiede particolari attrezzature, il paziente ed i familiari vengono ospitati nel luogo dove ha sede Interplast per garantire loro una più completa ed adeguata assistenza.
Nel 1988 è nata a Bologna Interethnos Interplast Italy, sotto la direzione di Paolo Morselli, chirurgo plastico bolognese, attuale presidente dell’Associazione (Vicepresidente Giancarlo Liguori, chirurgo plastico, Torino): Inizialmente Interplast era composta da 5 persone. Oggi sono circa una trentina coloro che dedicando il loro tempo libero collaborando attivamente.
Interplast Italy ha già portato a termine circa 40 missioni in vari paesi del mondo: Zambia, Tibet, Honduras, Bangladesh, Albania, Perù, Cina, Thailandia, Togo, Bolivia, Uganda, riuscendo ad operare, a tutt’oggi più di 4000 pazienti.
Una spedizione dura mediamente tre settimane, ma il contatto fra medici ed infermieri locali continua anche dopo il rientro in Italia del team di Interplast Italy. I pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva, infatti, necessitano di una attenta cura nel decorso postoperatorio ed i sanitari locali non solo vengono sostenuti da tutte le indicazioni utili ma vengono anche seguiti a distanza, via internet, dallo staff di Interplast Italy.
Interplast Italy ha avuto a Pisa fin dal 1995 come suoi attivi membri Paolo Santoni Rugiu (già primario della Chirurgia Plastica dell’Ospedale S. Chiara di Pisa) e Daniele Gandini (chirurgo plastico presso la Divisione di Chirurgia Plastica e Centro Ustioni all’ospedale Cisanello di Pisa) che insieme, con la preziosa collaborazione di alcuni anestesisti dello stesso ospedale si sono recati una volta all’anno, per sette anni, ad operare a Lusaka in Zambia (Africa Centrale) presso un piccolo ospedale missionario – lo Zambian Italian Hospital for Handicapped Children e successivamente hanno proseguito con missioni in altre parti del mondo:
Il Prof. Paolo Santoni infatti, dopo la settennale esperienza zambiana, ha poi operato in Iraq durante i primi tre mesi della guerra, e, successivamente, in Cambogia, presso l’ospedale di Battambang, come chirurgo di Interplast in cooperazione con l’associazione Emergency, diretta dal Dott Gino Strada, per operare le vittime da mine. Paolo Santoni è deceduto a Copenhagen nel maggio del 2009.
Il Dott Gandini, dopo lo Zambia ha poi prestato la propria opera di chirurgo plastico di interplast, in Tibet, per operare malformazioni ed esiti di ustioni, prima a Shigatze nel 2004, poi a Lhasa nel 2005 e a Yushu (Cina) nell'agosto 2006.
Nel Giugno 2008 Daniele Gandini ha organizzato e diretto una ulteriore missione chirurgica in Uganda (Africa Centrale) della durata di due settimane, riuscendo ad oerare 71 pazienti affetti da esiti di ustioni da fuoco (molte da acido), malformazioni della mano e del piede e labiopalatoschisi.
Nel Gennaio 2010 ha partecipato ad un' altra missione umanitaria di Intarplast a Camiri (Bolivia) con 75 pazienti operati, perlopiù bambini.
Per contribuire: c/c 2275 presso Banca Popolare di Verona e Novara, filiale di Faenza, ABI 5188, CAB 23700 oppure Conto Corrente Postale 11827482, entrambi intestati a "Interplast Italy" Viale Berti Pichat 32, 40127, Bologna
Per maggiori informazioni su interplast Italy visitate il sito web www.interplastitaly.it