La Chirurgia Plastica nei paesi poveri

Interplast Italy LogoNei paesi poveri centinaia di bambini e di adulti portatori di malformazioni, esiti di ustioni, neoplasie, sono destinati a una vita di abbandono e di emarginazione.

Là dove è difficile garantire la vita, è impensabile ricercarne un minimo di qualità. Chi può sopravvivere, a volte è considerato fortunato, anche se portatore di deformità, sia congenite che acquisite.

Ecco allora che uno strumento come la chirurgia plastica ricostruttiva, nota ai più solo come un lusso e spesso erroneamente confusa con la chirurgia estetica, può diventare speranza di nuova vita per coloro che sono destinati all’emarginazione. Nei paesi poveri del mondo, infatti, questa specialità è pressoché sconosciuta e comunque inaccessibile ai poveri, come molte altre specialità mediche.

Sono queste le ragioni e gli scopi per cui è nata Interplast

Interplast è un’organizzazione internazionale di solidarietà sociale senza fini di lucro, composta da personale medico e paramedico: chirurghi plastici, anestesisti, pediatri, infermieri.

Fondata nel 1969 da Donald Laub, professore di chirurgia plastica ricostruttiva alla Stanford University di Palo Alto (USA), Interplast si è poi trasformata in una organizzazione internazionale alla quale ogni anno si sono associati sanitari e volontari di ogni settore professionale.

Interplast invia volontari in quei paesi del terzo mondo dove mancano le più elementari strutture sanitarie.

Lhasa 2005 - con un piccolo paziente tibetano
Lhasa (Tibet) 2005 

Chirurgia plastica nei paesi del terzo mondo significa intervenire su gravi malformazioni del volto come la labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro leporino) sia in età neonatale che in età adulta, altre malformazioni dell’estremo cefalico, sia congenite che acquisite, importanti e severi esiti di ustione, tumori di enormi dimensioni mai trattati, malformazioni dei genitali e degli arti, gravi traumi del volto con perdita dei tessuti molli.
Interplast risponde attivamente alle richieste di aiuto privilegiando i bambini ed i pazienti con le patologie più gravi per offrire loro la possibilità di avere una vita normale: non si limita ad assistere i pazienti nei loro paesi di origine, poiché quando l’intervento da effettuare è particolarmente complicato e richiede particolari attrezzature, il paziente ed i familiari vengono ospitati nel luogo dove ha sede Interplast per garantire loro una più completa ed adeguata assistenza.
Nel 1988 è nata a Bologna Interplast Italy, sotto la direzione di Paolo Morselli, chirurgo plastico bolognese, attuale presidente dell’Associazione (Vicepresidente Giancarlo Liguori, chirurgo plastico, Torino): Inizialmente Interplast era composta da 5 persone. Oggi sono circa una ventina coloro che dedicando il loro tempo libero collaborando attivamente.
Interplast Italy ha già portato a termine circa 40 missioni in vari paesi del mondo: Zambia, Tibet, Honduras, Bangladesh, Albania, Perù, Cina, Thailandia, Buthan, Togo, Bolivia, Uganda, riuscendo ad operare, a tutt’oggi più di 5000 pazienti.
Una spedizione dura mediamente tre settimane, ma il contatto fra medici ed infermieri locali continua anche dopo il rientro in Italia del team di Interplast Italy. I pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva, infatti, necessitano di una attenta cura nel decorso postoperatorio ed i sanitari locali non solo vengono sostenuti da tutte le indicazioni utili ma vengono anche seguiti a distanza, via internet, dallo staff di Interplast Italy.
Interplast Italy ha avuto a Pisa fin dal 1995 come suoi attivi membri Paolo Santoni Rugiu (già primario della Chirurgia Plastica dell’Ospedale S. Chiara di Pisa) e Daniele Gandini (chirurgo plastico presso la Divisione di Chirurgia Plastica all’ospedale Cisanello di Pisa fino al 2010, ora libero professionista) che insieme, con la preziosa collaborazione di alcuni anestesisti pisani si sono recati una volta all’anno, per sette anni, ad operare a Lusaka in Zambia (Africa Centrale), e successivamente hanno proseguito con missioni chirurgiche umanitarie in altre parti del mondo:

Il Prof. Paolo Santoni infatti, dopo la settennale esperienza zambiana, ha poi operato in Iraq durante i primi tre mesi della guerra, e, successivamente, in Cambogia, presso l’ospedale di Battambang, come chirurgo di Interplast in cooperazione con l’associazione Emergency, diretta dal Dott Gino Strada, per operare le vittime da mine e tante altre patologie. Paolo Santoni è deceduto a Copenhagen, Danimarca nel maggio del 2009.
Il Dott Gandini, dopo lo Zambia ha poi prestato la propria opera di chirurgo plastico di interplast, in Tibet, per operare malformazioni ed esiti di ustioni, prima a Shigatze nel 2004, poi a Lhasa nel 2005 e successivamente, nel 2006, a Yushu (Cina).

Nel Giugno del 2008 Daniele Gandini ha organizzato e diretto una missione chirurgica a Kampala e nkokonjeru in Uganda (Africa Centrale) della durata di due settimane, riuscendo ad operare 71 pazienti affetti da esiti di ustioni da fuoco (molte da acido), malformazioni della mano e del piede e labiopalatoschisi (anestesisti Beate Kuppers e Annamaria Gherardini)

Nel Gennaio del 2010 ha partecipato alla missione umanitaria di Interplast Italy a Camiri (Bolivia) con 75 pazienti operati, perlopiù bambini.

Nel Luglio-Agosto del 2011 seconda missione a Fort Portal in Uganda (110 pazienti operati)

Nel Gennaio del 2016 ha partecipato alla missione umanitaria interethnos-Interplast Italy a Bien Hoa in Vietnam dove sono stati operati 77 pazienti affetti da malformazioni congenite, ustioni ed esiti di traumi

Per ulteriori informazioni sulle altre missioni dei gruppi Interplast interethnos Italy vedere il sito web  www.3ionlus.org

Per scaricare la brochure di Interplast cliccare sul seguente link:  "folder 3i onlus"