Chirurgia plastica Chirurgia estetica

MISSION INTERPLAST ITALY 2004 (Tibet-Shigatse)

Shigatze 2004 - transfer of the Interplast team with an old Russian helicopter from Nepal to Tibet through
Shigatze 2004 - transfer of the Interplast team with an old Russian helicopter from Nepal to Tibet through the himalaya

From 7 April 2004 to 24 April 2004 went to Shigatse (Tibet) a team of doctors and nurses of Interplast Australia.

The team consisted of two Plastic Surgeons:
- Giancarlo Liguori, a specialist in plastic and reconstructive surgery, to Torino, Head of Mission and Deputy Chairman of Interplast Australia.

- Daniele Gandini, a specialist in plastic and reconstructive surgery, head doctor at the Division of Plastic Surgery of the Hospital Pisana.

And also: two anesthesiologists (Annamaria Ghirardini Turello and Mauritius), a pediatrician (Franco Garofalo), two nurses professional instrumentalists, Miriam Bonarda dell ' CTO Hospital and the Hospital Silvestrini Nicoletta Maria Vittoria, Torino), a head nurse (Massimiliano Sing) and a professional photographer, Carlo Orsi of Milan, as a result of this mission has published a beautiful book ( "I smile you smile" , edit. Valentina, Milano) whose proceeds went all in favor of Interplast Australia.

This mission is was held in Shigatse, the second city of Tibet in size after Lhasa, Shigatse lies almost 4000 meters of altitude in the southern region of western Tibet, and the city, without airport or rail, has the unique links with the rest of the world almost two streets are not paved, one for Lhasa (which has airport) at about 350 km and one, always dirt, often to the limits of feasibility for landslides or snow, which connects to the Kathmandu (Nepal), at about 800 kilometers (travel time: 2 days of off-road).


Video mission Interplast Australia 2004

Il team di Medici ha raggiunto il Tibet da Roma, via Bangkok (Thailandia), da dove si è trasferito a Kathmandu in Nepal, dove ha dovuto sostare due giorni in attesa del visto per entrare in Tibet, e quindi, causa il blocco dell'unica strada nella zona, per il Tibet, da parte di un'insurrezione maoista, ha raggiunto il confine tibetano (Cinese) con un vecchio elicottero sikorski da carico, proseguendo poi in fuoristrada per 500 km, con tutto il materiale al seguito, fino a Shigatse, valicando la catena dell’Himalaya lungo la Friendship Highway, una delle poche strade che collegano il Tibet con gli altri paesi, via terra. La strada, che dal confine Nepalese inizia ad inerpicarsi sulle montagne, raggiunge prima Nyalam (3750 metri di altitudine) per poi proseguire fino al piccolo paese di Tingri e da qui arriva al passo di Gyatsola (5220 metri di altitudine) dove il transito senza ossigeno e senza adattamento deve essere molto rapido per non incorrere nel mal di montagna (possibile edema cerebrale e polmonare).

Da questa zona parte la strada per il campo base del monte Everest (8844 metri), chiamato dai tibetani Chomolangma (dea madre del mondo) che da qui, quando non è avvolto dalle nubi, è ben visibile nella sua impressionante grandiosità.

Una volta raggiunta la lontana città di Shigatse, il team di sanitari ha trovato ad aspettarli un grande numero di pazienti bisognosi di interventi ricostruttivi, che sono stati tutti, nessuno escluso, operati con successo.

In questa missione sono stati eseguiti dai due chirurghi plastici 142 interventi chirurgici, generalmente su bambini portatori di malformazioni del viso (labiopalatoschisi) ed esiti di gravi ustioni.

Il team di interplast ha operato presso lo “Shigatse Hospital”, struttura dotata del minimo indispensabile per poter operare. Il lavoro è stato perciò reso possibile grazie ad una ingente quantità di materiale portato dall’Italia. L’equipe di interplast infatti, quando si reca in missione si porta tutto il necessario all’attività chirurgica (farmaci, kit sterili da sala operatoria, ferri chirurgici, apparecchiature per l’anestesia ed il monitoraggio dei pazienti, fili da sutura, materiale di consumo, ecc..).

Questa missione umanitaria è stata resa possibile grazie alla collaborazione, sul posto, della Croce Rossa Svizzera (Swiss Red Cross)  e del suo responsabile a Shigatse, il francese Philippe Dufourg, che, con il prezioso aiuto dell'infermiere-interprete tibetano KalsangDhondrup hanno provveduto alla raccolta dei pazienti, alla loro gestione durante il ricovero (in tende montate nel giardino dell’ospedale, sulle quali più di una volta ha nevicato..) ed alle medicazioni e desuture dopo la partenza del team di Interplast.
Il team di interplast italy (per la prima volta in quella zona) ha purtroppo constatato una situazione sanitaria paragonabile a quella dei paesi africani più poveri. non certo per mancanza di capacità dei sanitari locali, che sono molto bravi, ma per una assoluta carenza ed insufficienza di strutture e mezzi.

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