Chirurgia dell'addome

Eventrazione addominale

Le grandi ernie della parete dell’addome (o laparoceli) si verificano per lo più in pazienti che abbiano in passato già subìto interventi di chirurgia addominale o in ex grandi obesi, dove il pregresso eccesso adiposo viscerale ha fatto cedere la parete muscolare dell'addome.
In questi casi il chirurgo plastico provvederà alla riduzione dell’eventrazione e alla ricostruzione della parete addominale, se possibile utilizzando i tessuti stessi del paziente oppure con l'uso di materiali protesici e cioè reti di contenzione di materiale riassorbibile (dexon mesh) o non riassorbibile (prolene mesh).
In questo tipo di interventi, soprattutto se il laparocele è di grandi dimensioni, deve essere sempre ben valutata preoperatoriamente la funzione polmonare per mezzo di prove di funzionalità respiratoria (pfr) e, nel post intervento dovranno essere adottate tutte le procedure volte a ridurre il rischio di insufficienza ventilatoria acuta, provocata dal rientro in cavità addominale dei visceri erniati, che si creeranno un nuovo spazio a scapito di quello toracico, per innalzamento del muscolo diaframma. Una accurata selezione di questi pazienti consentirà di scartare, a meno di situazioni particolarmente urgenti, i soggetti con indice di massa corporea ancora elevato (maggiore di 32) nei quali il rischio perioperatorio anestesiologico sarebbe troppo alto.

Spesso può essere presente anche una eccedenza cutaneo-adiposa (adddome a grembiule) che può essere asportata con una cosiddetta dermolipectomia addominale (o addominoplastica); la cicatrice residua è solitamente trasversa nella parte inferiore dell'addome ed estesa da una cresta iliaca all'altra; una piccola cicatrice intorno all'ombelico può essere necessaria se l'ombelico stesso deve essere spostato dalla sua sede originaria e riposizionato.

A fine intervento sono posizionati due drenaggi in aspirazione e viene messa una pancera elastica che dovrà essere portata possibilmente per tre-quattro settimane.

Nelle settimane successive all'intervento può formarsi, soprattutto nelle addominoplastiche importanti, una modesta raccolta di siero sottocutanea (sieroma), che richiede di essere aspirata una o piu volte con una piccola puntura indolore della pelle, fino a che non sarà definitivamente scomparsa.

Come sempre consigliato in questa chirurgia, soprattutto in pazienti ex obesi o ancora un pò sovrappeso, va fatta una terapia antitrombotica con eparina calcica a basso peso molecolare per un paio di settimane e con presso-presidi pneumatici alle gambe fino alla ripresa di una normale attività motoria (12-24 ore).

Le ernie inguinali e crurali sono invece trattate dallo specialista in chirurgia generale e non dal chirurgo plastico.

Diastasi dei muscoli retti dell'addome

Consiste nel cedimento dei muscoli retti addominali (quei muscoli che vanno dal pube alle arcate costali) che può verificarsi a seguito di gravidanza, sia con parto naturale che cesareo. L'allargamento dei muscoli provoca una erniazione del contenuto addominale all'esterno che si accentua con la contrazione della muscolatura.

In questi casi l'intervento prevede lo scollamento del piano cutaneo dal piano fasciale e la chiusura della breccia muscolare con una plicatura della fascia unitamente ai muscoli sottostanti; spesso è necessaria una concomitante asportazione del tessuto cutaneo eccedente (mini addominoplastica) e il posizionamento di due drenaggi aspirativi.  

In casi particolari può essere necessario applicare una rete che si riassorbirà in circa 6-8 mesi a rinforzo temporaneo della parete, ma spesso si riesce a risolvere il problema solo con il tessuto muscolare della paziente, che non è danneggiato ma solo dislocato (spostato).